Arista con finocchio bastardo e blogger: il content marketing che ci stiamo perdendo

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E’ da un paio di mesi che volevo scrivere questo post e finalmente ci sono riuscito.

E’ da due mesi che ho notato sui vari social network un annuncio da parte di hotel.info che voglio condividere con voi.

Premettiamo che hotel.info fa capo ad hotel.de che fa capo ad HRS.

Quindi stiamo parlando di una delle principali OTA nel panorama mondiale.

Ecco più o meno i termini della campagna.

content-marketing-hotel-blogger

L’idea completa la trovate al seguente link: http://www.hotel.info/it/blog/sei-un-esperto-della-tua-citta/

La prima cosa che ho pensato dopo aver visto questo annuncio è stata:

“cribbio, devo cambiare almeno 4 delle slide che uso ai miei seminari di content marketing!”

Il cambiamento in realtà potrebbe essere molto più profondo e potrebbe non riguardare soltanto la mia miserrima esistenza professionale.

Il cambiamento potrebbe riguardare tutti voi. Vediamo come.

Una delle sostanziali differenze che percepisce l’utente tra il distributore (in questo caso OTA) ed il produttore (in questo caso hotel) è la contestualizzazione geografica di quest’ultimo rispetto al primo.

Contestualizzazione geografica che per essere percepita deve essere palesata tramite i contenuti (ripetere non nuoce…) originali, utili ed interessanti.

Spesso faccio l’esempio che ci riporta al titolo.

“Quelli di xxx.com cosa ne sanno del vostro albergo? Ma soprattutto cosa ne sanno di cosa c’è intorno a voi? COSA NE SANNO DELL’ARISTA CHE IL VOSTRO CHEF CUCINA SFRUTTANDO IL FINOCCHIO BASTARDO CHE CRESCE NEL VOSTRO GIARDINO?

A questo punto, facendo ovviamente seguito a 97 minuti di chiacchiere sulle politiche di disintermediazione, si accende un lumicino negli occhi dei pochi che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi.

E se non fosse più così?

E se il giochino facesse gola anche ai big della distribuzione?

E se domani il consumatore trovasse su booking.com il prezzo, le recensioni ed anche il racconto del territorio fatto da chi il territorio lo vive tutti i giorni?

Che gran fregatura!

Una dei vantaggi competitivi più significativi (se venisse sfruttato…) della piccola struttura ricettiva rispetto alle OTA sarebbe disinnescato ed io non potrei più usare le 4 slide che tanto mi piacciono.

Il bisogno di sincerità del consumatore verrebbe soddisfatto direttamente dall’intermediario senza scomodare il produttore finale.

Il vostro vicino di albergo con il quale scambiate quattro parole la mattina potrebbe diventare collaboratore (felice, produttivo e “agratisse”) di booking.com o hrs o chi volete voi aumentando ancora di più il divario tra i canali diretto ed indiretto.

Credo però che prima che questo scenario inizi a delineare i suoi contorni, troppa acqua sotto i ponti debba passare.

Allora rinfreschiamo quei concetti di base che vi fanno che vi potrebbero fare tanto migliori della più grande delle OTA.

  • Uscite dal vostro albergo ogni tanto
  • Raccontate cosa fate nel posto dove vivete e dove il vostro ospite si appresta a farlo anche se per pochi giorni
  • Avete la pagina delle news? Cancellatela e fateci mettere un blog
  • Il vostro territorio non è il vostro comune. Estendete i vostri racconti.
  • Siete un editore. I vostri clienti possono diventare i vostri autori: coinvolgeteli!
  • La vostra deve essere una strategia inclusiva. I vostri competitor non lo sono quando insieme si racconta il territorio.

In tutto questo i blogger che fine fanno?

Se uno dei due scenari si dovesse verificare

gli operatori si accorgono che la loro struttura vale poco se non imparano a contestualizzarla raccontandone e facendone raccontare il territorio che la circonda

stessa cosa di sopra ma stimolata ed aggregata dagli intermediari

non ci sarà più molto spazio per i nostri amici blogger.

Sia nell’uno che nell’altro caso il numero di abitanti impegnati nel racconto del territorio aumenterebbe esponenzialmente.

Quindi le domande che porgo ai blogger alcuni dei quali verranno chiamati in causa con nome e cognome (perdonatemi!) sono le seguenti:

  1. quando i racconti del territorio si potranno trovare con estrema facilità, cosa vi distinguerà dalla massa?
  2. sarete in grado di garantire la stessa “sincerità e freschezza” di un abitante che racconta la sua terra?
  3. il blogger dovrà diventare necessariamente un “professionista” con tutto quello che ne consegue compreso il rischio di sacrificare la propria indipendenza?

Ai blogger che vogliono rispondere chiedo di utilizzare google+ in modo che il loro commenti vengano poi inseriti automaticamente all’interno del post.

Comunque mi sa che con loro ci si vede al TTG di Rimini il 9 ottobre!

By Cino Wang Platania

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